CUNEO - Aumentano le persone che rinunciano alle cure: al Nord nessuno fa peggio del Piemonte

Nel 2023 l'8,8 per cento dei piemontesi ha rinunciato a prestazioni sanitarie necessarie a causa dei costi o delle liste d'attesa troppo lunghe. Il dato contenuto nel rapporto Bes dell'Istat

a.d. 19/04/2024 09:55

Aumentano le persone che rinunciano a prestazioni sanitarie necessarie a causa di problemi economici o legati all’offerta, per esempio le liste d’attesa troppo lunghe o la difficoltà nel raggiungere i luoghi di erogazione del servizio: da questo punto di vista il Piemonte registra la situazione peggiore in tutto il nord Italia. Il quadro emerge dal capitolo dedicato alla sanità all’interno del rapporto Bes (Benessere equo e sostenibile) relativo all’anno 2023, diffuso pochi giorni fa dall’Istat.
 
Nel 2023 in Italia la quota delle persone che hanno dovuto fare a meno delle cure ammonta al 7,6% sull’intera popolazione, in aumento rispetto al 7% dell’anno precedente. Con 372 mila persone in più si raggiunge un contingente di circa 4,5 milione di cittadini che hanno dovuto rinunciare a visite o accertamenti per problemi economici, di lista di attesa o difficoltà di accesso. "Tale incremento può attribuirsi a conseguenze dirette e indirette dello shock pandemico, come il recupero delle prestazioni in attesa differite per il Covid-19 o la difficoltà di riorganizzare efficacemente l’assistenza sanitaria, tenuto conto dei vincoli a coprire l’aumento della domanda di prestazioni con un adeguato numero di risorse professionali e, non ultima, la spinta inflazionistica della congiuntura economica, che ha peggiorato la facoltà di accesso ai servizi sanitari”, si legge nel documento pubblicato dall’Istat. 
 
A livello territoriale, l’incremento del 2023 rispetto all’anno precedente si concentra soprattutto al Centro (dal 7% all’8,8%) e al Sud (dal 6,2% al 7,3%), ma tra le regioni del Nord (dove la media si attesta al 7,1%), come detto in apertura, nessuna fa peggio del Piemonte: secondo l’Istat lo scorso anno l’8,8% dei piemontesi ha scelto di rinunciare alle cure pur avendone bisogno, un dato superiore di ben tre punti percentuali rispetto a quello registrato pre pandemia, nel 2019.

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