Cosa succede in Fondazione CRC? Lo chiede il capogruppo di Indipendenti Giancarlo Boselli, con un’interpellanza che fa seguito alla precedente richiesta, rivolta al presidente del Consiglio comunale, di convocazione urgente della conferenza dei capigruppo.
La scorsa settimana, nella giornata di martedì 25, i finanzieri avevano acquisito documenti nel municipio di Dronero e nella sede della fondazione, a palazzo Vitale. Il procuratore capo Onelio Dodero conferma l’esistenza di un’indagine in corso, senza però precisare se ci siano ipotesi di reato o persone iscritte al registro degli indagati. La mera indicazione “geografica”, cioè la circostanza che le fiamme gialle abbiano fatto visita al Comune di Dronero, porta a ritenere che l’oggetto degli accertamenti abbia a che fare con la nomina di Mauro Gola. Fu infatti l’amministrazione dronerese a indicare come consigliere l’ex presidente di Confindustria e della Camera di Commercio, poi eletto presidente di CRC.
Una decisione, quella avallata dal sindaco Mauro Astesano, che aveva suscitato non pochi malumori politici. Non era infatti scontato che il primo cittadino, vicino al centrosinistra, facesse da “king maker” per il candidato preferito dal centrodestra provinciale, nel braccio di ferro con l’ex sindaco e presidente della Provincia Federico Borgna. Cosa può essere successo, da allora? Non se ne sa nulla. Dal giorno degli accertamenti, per triste coincidenza lo stesso della dipartita terrena dell’ex presidente Giandomenico Genta, la fondazione e il suo presidente non hanno rilasciato commenti al riguardo.
Nella turbolenta discussione che seguì allo “strappo” tra Centro per Cuneo e il resto della maggioranza, lo scorso anno, il consigliere dell’opposizione Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) si era sbilanciato, alludendo al futuro presidente come “una persona soggetta a mormorii e sospetti da parte dell’opinione pubblica, non solo cuneese”. Nulla di più. In base allo statuto, gli organi di fondazione devono possedere i requisiti di onorabilità elencati da un apposito decreto ministeriale del 1998. All’attenzione del consiglio di amministrazione vanno portate, precisa lo statuto, “tutte le situazioni che possono assumere rilevanza ai fini della permanenza del predetto requisito di onorabilità”.
“Riteniamo opportuno rendere partecipe il Consiglio comunale di una situazione che non può non preoccupare le istituzioni cittadine” interviene ora Boselli, chiedendo alla sindaca “quali informazioni le siano pervenute e quali siano gli intendimenti dell’amministrazione”. Una risposta arriverà nella prossima seduta consiliare, ma la sussistenza del segreto istruttorio fa presumere che non apporterà grosse novità. Nel frattempo, una riunione dei capigruppo è in programma lunedì 7, alle ore 18: si tratta però di un sopralluogo agli alloggi sfitti lasciati in eredità dal dentista Ferrero, in corso Dante. Nulla a che vedere, insomma, con le vicende di via Roma.