Un nuovo elemento per la lotta alla violenza di genere in provincia di Cuneo. È il protocollo sottoscritto stamattina, martedì 25 marzo, tra Questura, Cooperativa Fiordaliso e C.U.A.V. (Centro Uomini Autori di Violenza, gestito dalla Cooperativa stessa). In base a questo accordo, la Questura si impegnerà a invitare gli uomini destinatari di ammonimenti del Questore per maltrattamenti, violenza domestica o stalking a intraprendere il percorso di recupero presso il C.U.A.V., la cui attività si svolge attualmente presso il Punto Meet.
“Una parte che mancava e che è fondamentale, quella relativa al recupero dell’uomo maltrattante”, ha commentato il Questore Carmine Rocco Grassi aprendo il suo intervento. Presente anche il Prefetto Mariano Savastano, che ha scelto invece una frase di Elsa Morante (“È un inferno essere amati da chi non ama nè la felicità, nè la vita, nè se stesso, ma soltanto te”): “Una frase che descrive bene una piaga sociale e culturale del nostro paese. Una sottocultura intollerabile che ci vede impegnati tutti, istituzioni, associazioni e società civile. Il fenomeno non può più essere definito emergenziale: è strutturale e sistemico, accade regolarmente, lo dicono i numeri. Ogni anno gli ammonimenti in Italia superano i 3 mila, più di dieci al giorno, numeri che fanno rabbrividire. Le parole d’ordine devono essere prevenzione, formazione e maggiore consapevolezza. Il consiglio è sempre rivolgersi alle forze dell’ordine, che sanno ascoltare e captare i segnali di pericolo, attivando i servizi della rete antiviolenza”.
Coinvolto in questo protocollo anche il Comune di Cuneo, che metterà a disposizione gli spazi della ex scuola elementare di Cerialdo, dove si svolgeranno i primi colloqui tra gli uomini che decideranno di intraprendere il percorso di recupero e gli operatori del C.U.A.V. “Men in Progress”: “L’amministrazione porta avanti da tempo un lavoro con la rete antiviolenza. Le statistiche, nonostante il grande lavoro che si fa, rimangono gravi. È necessario mantenere forte l’azione nei confronti degli uomini maltrattanti. Si è parlato spesso di donne che hanno difficoltà a denunciare: i numeri alti ci dicono che forse quel problema è parzialmente superato. Si comincia a vedere un sistema più completo. Siamo contenti di questo nuovo servizio che parte”, ha detto la sindaca Patrizia Manassero, presente insieme all’assessora Cristina Clerico.
Con percorsi di recupero, calano le recidive
Il Questore ha poi fornito alcuni dati relativi alle recidive nei centri in cui sono stati attivati protocolli di recupero degli uomini maltrattanti: dal 15 al 13% a Milano, dal 20 al 16% a Roma, con cali molto più significativi nei centri più piccoli, come Prato, dove si è passati dal 47 al 22% (“In centri come questo è più facile fare rete”, ha detto Grassi).
In provincia di Cuneo nel 2023 le richieste di ammonimento nei confronti di uomini maltrattanti (ex articolo 8) sono state 53, con aumento a 61 nel 2024: i provvedimenti effettivi di ammonimento sono poi stati rispettivamente 10 e 23. “La nazionalità è quasi sempre italiana”, ha detto il Questore.
Il protocollo
Il protocollo sottoscritto stamattina, che sarà sottoposto a verifica biennale, prevede otto articoli. La Questura, come detto, si impegnerà ad invitare formalmente gli uomini destinatari di ammonimento a prendere contatto con il C.U.A.V.: l’adesione al percorso di recupero sarà su base volontaria. Il percorso prevede sessanta ore di attività (otto individuali, cinquantadue di gruppo, sempre presso il Punto Meet), con incontri settimanali per circa sei mesi, e i costi sono a carico degli stessi partecipanti (circa 1800 euro). È prevista una co-conduzione mista, con operatori e operatrici: “Le donne che sono all’interno dell’equipe portano all’interno del percorso l’elemento femminile con il quale gli uomini maltrattanti devono imparare ad avere a che fare”, ha detto Giulia Giordano, presidente della Cooperativa Fiordaliso.
“Questo è un risultato importante, frutto di quasi dieci anni di lavoro. - ha detto Nicola Mellano, responsabile del C.U.A.V. Men in Progress - Per noi essere qui è motivo di orgoglio, ma non sarebbe stato possibile senza il lavoro di chi ogni giorno ha lavorato con noi all’interno della rete antiviolenza”.
In diciotto mesi di attività il C.U.A.V. cuneese - che conta su un “team” di sei operatori - ha seguito 120 uomini, arrivando ad avere liste d’attesa di una quarantina di persone: attualmente una trentina stanno seguendo il percorso, ad aprile ne partirà un secondo. “Ora quando chiamo gli uomini in lista d’attesa mi capita di sentire impazienza e voglia di iniziare: forse un piccolo cambiamento sta avvenendo”, ha detto Claudio Mezzavilla, uno degli operatori del Centro.
Negli ultimi quattordici mesi in provincia di Cuneo sono stati cinque i destinatari di ammonimento del Questore che hanno accettato di intraprendere il percorso.