VERDUNO - Il LABSI dell’Ospedale di Verduno pronto a ospitare 64 corsi per 700 medici, infermieri e operatori sanitari

Il Laboratorio di Simulazione Avanzata del "Michele e Pietro Ferrero" raggiungerà le undici aree disciplinari entro l’anno

27/02/2025 11:33

Ginecologo, ostetriche e infermieri si muovono veloci ed esperti intorno alla ragazza bionda: il suo bambino sta per nascere… Devono aiutarla, lei si è affidata a loro, si devono prendere cura al meglio di entrambi. Ecco, il piccolo è nato, è un maschietto, il taglio del cordone ombelicale e viene appoggiato al seno della sua mamma. Piange, come previsto. Il team che li ha aiutati è soddisfatto, ce l’ha fatta e tutto è andato bene. Nell’altra sala, un’altra equipe sta eseguendo una rianimazione cardiopolmonare per tenere in vita un uomo in arresto cardiaco. È necessario massaggiare, intubare, ventilare, forse defibrillare… e scegliere i giusti farmaci da somministrare al paziente. Attenzione ai parametri! Il tempo è prezioso e bisogna saper operare con capacità e determinazione.
 
L’adrenalina e l’emozione dei sanitari, così come la loro competenza, l’impegno, il rispetto delle procedure e la loro professionalità… sono però le uniche cose vere in questi racconti. Già, perché i pazienti descritti sono riproduzioni umane perfette, manichini di ultimissima generazione – “simulatori”, in termini tecnici – su cui i professionisti della salute si stanno esercitando in modo estremamente realistico. Si tratta di due tra i tanti scenari proposti all’interno del LABSI, il LABoratorio di SImulazione Avanzata, inaugurato in autunno all’ospedale Michele e Pietro Ferrero di Verduno.
 
L’obiettivo è formare i professionisti sanitari attraverso un’esperienza pratica e realistica, che permetta loro di affrontare situazioni complesse e migliorare le capacità decisionali in un ambiente controllato e sicuro. Il progetto, nato dall’unione delle energie di Asl CN2 e Fondazione Ospedale Alba-Bra, è stato concretizzato dalla grande generosità della signora Maria Franca e del dottor Giovanni Ferrero.
 
Il LABSI, grazie a un approccio integrato di tutte le aree terapeutiche e di attrezzature tecnologiche all’avanguardia, si pone come polo di eccellenza per la formazione professionale di medici e personale sanitario, nonché per la riduzione del rischio clinico. Per le sue caratteristiche, si configura come il primo in Piemonte in un ospedale non universitario e uno dei più avanzati.
 
"L’impiego delle tecniche di simulazione per la formazione del personale sanitario, porterà indubbi benefici per la salute e la sicurezza dei pazienti e per lo sviluppo moderno e armonico dell’azienda sanitaria. Si tratta di uno strumento didattico efficace che pone il nostro ospedale, grazie alla generosità della Famiglia Ferrero e del territorio, all’avanguardia nel campo dell’istruzione professionale sanitaria", dichiara Paola Malvasio, Direttore Generale dell’Asl CN2.
 
All’interno della struttura sono presenti tre sale simulazione per sessioni di training in ambito area Emergenza-Urgenza, che potranno diventare sala operatoria, letto di rianimazione, shock-room del Pronto Soccorso, sala parto, reparto ordinario, a seconda degli scenari clinici che verranno organizzati. Ciascuna sala è dotata di un simulatore di ultima generazione (un adulto, un ginecologico, un simulatore per procedure infermieristiche). Inoltre il centro ha a disposizione due Control Room, per la registrazione e trasmissione in streaming degli scenari, e una Skill Area ad alta fedeltà, per la simulazione con diverse tipologie di allestimenti, comprese stazioni di ecografia e diagnostica.
 
Nel mese di gennaio si è conclusa la prima fase del progetto, durante la quale sono stati formati e certificati i 25 istruttori professionisti che si occuperanno di guidare i discenti durante le simulazioni. Ora il LABSI è entrato nel vivo della propria operatività e ha dato ufficialmente il via ai corsi rivolti al personale interno dell’Asl CN2.
 
"L’uso della simulazione nella formazione è un modo efficace e sicuro per fornire un’esperienza pratica nella gestione dei rischi clinici. Tra i vantaggi spiccano la possibilità di apprendere in un ambiente controllato esente da pericoli per il paziente, di acquisire familiarità con i device reali e con la standardizzazione dell’assistenza e delle cure, ma anche l’implementazione della capacità per i professionisti della sanità di gestire in maniera appropriata lo stress, la comunicazione e le emozioni in team multidisciplinari e in situazioni di emergenza-urgenza", spiega Valerio Stefanone, Responsabile Scientifico del LABSI.
 
È stata una partenza promettente, che evolverà nel raggiungimento di 11 aree disciplinari entro l’inizio di aprile, per un totale di 64 corsi erogati entro fine anno e un numero di risorse interne formate superiore a 700 tra medici, infermieri e operatori sanitari. Una ricchezza formativa che potrà contare anche, dal mese di marzo, sull’integrazione dei 3 simulatori hi-tech con 9 skill trainer, apparecchiature dedicate che consentono di concentrare l’operato su singole procedure specifiche.
 
Partiti con i focus su Medicina d’Emergenza-Urgenza, Ginecologia-Ostetricia, Medicina Interna, Direzione Sanitaria (per la verifica e il potenziamento del corretto rispetto dei protocolli procedurali regionali) e Radiologia, gli appuntamenti con gli eventi formativi del LABSI si stanno estendendo e andranno a toccare, entro poche settimane, anche le aree specialistiche di Anestesia-Rianimazione, Chirurgia, Emodialisi-Nefrologia, Neurologia, Ortopedia e Pediatria-Neonatologia.
 
"Il Laboratorio è il risultato di un impegno costante volto a creare uno spazio unico dove professionisti sanitari possano formarsi in modo realistico e sicuro - afferma Anna Poglio, Direttore del LABSI - . La simulazione ci permette di metterci in gioco, le prime volte, non su un paziente umano ma su vari scenari replicabili, in squadre multiprofessionali che imparano insieme, anche dagli sbagli. L’idea è proprio quella di promuovere una cultura dell’errore costruttiva, in cui gli errori non vanno colpevolizzati, ma analizzati per migliorare i processi e abbattere il rischio clinico, nell’interesse in primo luogo dei pazienti. Questo è il cuore del nostro lavoro".
 
Il percorso futuro del Laboratorio di Simulazione Avanzata si svilupperà in più fasi. La prima fase, attualmente in atto, coincide con la formazione del personale interno all’ASL CN2, compresi studenti e medici in formazione specialistica. Si proseguirà, verosimilmente già dall’estate, con corsi dedicati a professionisti esterni interessati a perfezionarsi. Infine, si valuterà di allargare l’offerta anche a collaborazioni con associazioni e aziende private per rispondere a esigenze specifiche di formazione.
 
"Una grande rivoluzione nel campo della formazione dei sanitari - dichiara Bruno Ceretto, Presidente della Fondazione Ospedale Alba-Bra - . Quando abbiamo saputo di questa modalità formativa, abbiamo visitato i migliori centri in Italia e poi abbiamo trovato chi condividesse con noi il progetto dal punto di vista delle risorse. Abbiamo trovato un partner affidabile dal punto di vista tecnico e nel giro di una anno è nato il LABSI, che abbiamo inaugurato lo scorso 27 settembre con una bella e toccante cerimonia alla presenza dell’Assessore Regionale alla Sanità Federico Riboldi".
 
"In Italia ci sono pochi centri con queste caratteristiche e quello di Verduno è il primo centro in Piemonte di un ospedale non universitario - dichiara Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte - . La simulazione è uno strumento didattico di avanguardia che consente molti vantaggi per l’azienda sanitaria, per i professionisti che ci lavorano, ma soprattutto per i pazienti. Ringrazio la famiglia Ferrero e la Fondazione Ospedale Alba-Bra per la generosità e l’impegno profuso a supporto dell’Asl del territorio e dei tenaci professionisti che hanno messo la propria competenza a servizio di questo progetto. Ancora una volta la collaborazione tra la sanità pubblica e il privato, quando orientata fortemente al benessere dei cittadini, consente di ottenere risultati positivi a favore di tutta la comunità. Un modello virtuoso di sinergia che merita di essere replicato e diffuso in tutto il Piemonte".
 

c.s.

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