Cuneo, l’assessore al Verde Pubblico si ribella: “Non siamo quelli con l’accetta facile”
Demichelis risponde alle polemiche social, suscitate dai tagli di alberi: “Non ci sono solo i cedri di piazza Europa”. Ma il regolamento del verde manca ancoraAdesso basta, dice Gianfranco Demichelis. L’assessore al Verde Pubblico del Comune di Cuneo non ci sta a passare per il “nemico” degli alberi, come dice di aver letto sui social: “Qualcuno mi accusa di essere un ‘boscaiolo incallito’ che taglia piante in modo indiscriminato: basta leggere i commenti su Facebook. Queste considerazioni non le ritengo neanche corrette nei confronti dei professionisti che lavorano nel settore del verde pubblico, che amano e hanno studiato quello che fanno. Non siamo assolutamente persone con l’accetta facile”.
L’occasione per questo sfogo a cuore aperto, dal solitamente compassato esponente della giunta, è offerta da una commissione che lo stesso Demichelis ha voluto convocare sul tema delle alberate, in modo da sgomberare il campo dagli equivoci: “Purtroppo riceviamo contestazioni da varie parti, rivolte a una cattiva manutenzione del verde pubblico e un accanimento sull’abbattimento di alberi che alcuni definiscono ‘sani’”. Di fatto, però, si arriva all’abbattimento solo “nei casi estremi” e “quando un professionista rilascia un certificato e scrive a chiare lettere che l’albero non è più recuperabile”. La prevenzione, rispetto all’eventualità di caduta, guida le scelte: “Il rischio zero non esiste, - premette l’assessore - ma finché avrò questo incarico cercherò di tutelare il più possibile la salute dei cittadini”.
Dal 2022 il Comune ha sostituito 559 alberi in città
Gli esperti, di fianco a lui, annuiscono. “Il verde urbano non può essere immaginato come un bosco, ma come un patrimonio arboreo che va incontro a diverse problematiche” sottolinea Giulia Sineo, tecnica agronoma dell’ufficio Verde Pubblico. In questa prima metà di mandato si è cercato di ampliare il numero di controlli sugli alberi: “Ma significa anche un maggior numero di problemi”. Il tarlo asiatico è il flagello numero uno, tra i più funesti ci sono però gli scavi per i vari lavori sotto la superficie: causano danni all’apparato radicale delle piante, facilitando l’accesso di patogeni e funghi. “Anche se ad oggi non abbiamo ancora un regolamento del verde, stiamo facendo il possibile per contenere questo fenomeno” assicura Sineo.
Il regolamento del verde è un tema evocato da molti, non solo all’opposizione. Se ci fosse stato, ammonisce Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), “non saremmo probabilmente a questo punto. Gli abbattimenti si devono al modo in cui sono state trattate queste piante”. A mancare è però anche un censimento delle piante: “Doveva partire più di dieci anni fa”. Paolo Armellini (Indipendenti) riprende la sollecitazione: “Cominciamo a discuterlo, è ancora più importante del regolamento dei beni condivisi”. C’è chi invece è convinto che questa mancanza sia voluta: “Il regolamento non si farà finché non abbattono i cedri” pronostica Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), che giudica “un clamoroso autogol dell’amministrazione” l’aver posto il tema sul tavolo.
La replica dell’assessore non si fa attendere: “Il regolamento del verde è uno strumento che riteniamo utile, non riguarderà solo la parte pubblica. Ci prendiamo l’impegno di affrontare questo argomento”. Demichelis rintuzza anche l’offensiva su piazza Europa: “Il Comune non ha i soli cedri di piazza Europa ma 14mila alberi da curare, vigilare, controllare e qualche volta sostituire: abbiamo provveduto a sostituire 559 nuovi alberi negli ultimi due anni e mezzo. Non siamo solo propensi all’accetta ma alle piantumazioni”. La battaglia delle opposizioni, seppur legittima, è giudicata “una questione ideologica e strumentale” per come è posta.
Abbattere gli alberi? È (anche) un problema di comunicazione
A spiegare a tutti cosa succede davvero alle piante malate ci pensa Daniele Pecollo, dottore forestale, esperto nelle valutazioni di stabilità. Da 28 anni fa il “medico degli alberi” e, dice, “parto dal principio che a nessuno piace abbattere alberi, tantomeno agli amministratori”: “L’idea che un albero verde sia ‘sano’ e stabile purtroppo non è vera: l’albero verde è solo verde. Un altro concetto importante è che amare gli alberi non vuol dire non abbatterli mai, ma capire cos’è un albero: un essere vivente che a volte si può ammalare, molto spesso non si può curare”. Succede, ad esempio, quando la carie del legno mangia le “ossa” della pianta dall’interno: “Non si abbatte la pianta se è cariata, la si abbatte quando è molto cariata” precisa il tecnico. Perché a differenza di quella umana, purtroppo, la carie degli alberi non lascia scampo. Oltre ai funghi, gli alberi in città hanno altri nemici da cui guardarsi: “Gli scavi pregressi, l’edera al colletto o gli arbusti a ridosso del colletto, gli impianti di irrigazione, l’impermeabilizzazione del sito di crescita”.
Su questo, appunto, nessuno muove contestazioni. Si chiede però una comunicazione più ampia di quella, già avviata tramite i comunicati stampa, sui vari abbattimenti: “Anche con cartelli e spiegazioni scritte, quando si fa questo tipo di operazioni, di modo che le polemiche eventuali vengano troncate sul nascere” suggerisce Bongiovanni. “Sicuramente possiamo migliorare, è un’attività che sarebbe molto utile ma è dispendiosa in termini di energie” ammette la funzionaria Sineo. “Da cittadina, - replica Stefania D’Ulisse (Cuneo Solidale Democratica) - se passo per la città e vedo alberi abbattuti non penso che l’amministrazione abbia voluto abbatterli perché non è amante degli alberi e non li considera esseri viventi. Bisognerebbe comunicare un po’ di più, ma senza giustificarsi”.
Claudia Carli, capogruppo della pattuglia democratica, non lesina attacchi alle minoranze, ricordando che “Cuneo nel 2013 veniva definita la capitale verde del Piemonte, la sensibilità non è solo la vostra”. Nessun “terrorismo” da parte di chi lavora al mantenimento del verde, protesta la consigliera: “La demagogia lasciamola da parte, nei vostri interventi lo avete detto ma non completamente”. “Abitando in una zona rurale sono stato educato a piantumare, all’idea che le piante si sostituiscano” aggiunge Elio Beccaria di Cuneo Civica, mentre Sara Manassero (Pd) ricorda i rischi esistenti: “Alcuni anni fa la scuola di viale Angeli è stata devastata dalla caduta di due o tre alberi sul tetto: erano alberi sani all’apparenza, sicuramente attenzionati, ma gli alberi non ti avvisano se devono morire”.
Cuneo avrà i suoi alberi monumentali (e la giornata degli alberi)
Altri suggerimenti arrivano sul tavolo dell’assessore da Flavia Barbano (Centro per Cuneo), che richiama la tradizione scolastica della “giornata degli alberi”: “Bisognerebbe organizzare una giornata aperta alla popolazione. Il grande lavoro che c’è dietro non viene capito, sembra che si abbatta per abbattere”. Anche questa è una sollecitazione raccolta dai tecnici, mentre sul tema della cura delle rotonde, sollevato da Franco Civallero (Forza Italia) e Santina Isoardi (Pd), c’è qualche distinguo: “Molte delle grandi rotonde, come all’ex Auchan, sono piccoli ‘ecosistemi’: viene garantito il mantenimento dei bordi, per la visibilità. Non credo arrechino problemi” dice Sineo.
Una novità, annunciata da Pecollo, è il fatto che la città di Cuneo avrà presto i suoi alberi monumentali nell’elenco del “Gotha vegetale” tenuto dalla Regione: “È una cosa che manca, perché non è mai stata chiesta negli anni precedenti”.
Andrea Cascioli

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