Dazi USA, per Coldiretti una scure da 90 milioni sull'export agroalimentare della Granda
I vertici provinciali dell'organizzazione agricola: "Indispensabile lavorare a una soluzione diplomatica in sede europea"Sarebbe di quasi 90 milioni di euro il costo che graverebbe sui consumatori americani con l’introduzione del dazio al 20% su tutti i prodotti agroalimentari Made in Cuneo, con un calo delle vendite negli Stati Uniti che danneggerà le imprese cuneesi, oltre ad incrementare il fenomeno dell’Italian sounding. È quanto stima Coldiretti Cuneo all’indomani dell’annuncio del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre una tariffa aggiuntiva del 20% sulle merci straniere in ingresso negli States, tra cui i prodotti agroalimentari Made in Italy, per i quali i nuovi dazi genererebbero un costo complessivo sui consumatori americani di 1,6 miliardi di euro.
A ciò va poi aggiunto – evidenzia Coldiretti Cuneo – il danno in termini di deprezzamento delle produzioni, da calcolare filiera per filiera, legato all’eccesso di offerta senza sbocchi in altri mercati. Senza dimenticare l’aumento dei costi di stoccaggio, tanto più sensibili se legati alla deperibilità del prodotto. Infine, preoccupa il pericolo di perdere quote di mercato e posizionamento sugli scaffali conquistati, favorendo la concorrenza da parte di altri Paesi colpiti in maniera meno pesante dai dazi.
L’export agroalimentare Made in Italy negli Stati Uniti ha fatto segnare nel 2024 il record di sempre con un valore di 7,8 miliardi e una crescita del 17% rispetto all’anno precedente. Per le produzioni Made in Cuneo – spiega la Coldiretti –, il cui valore dell’export verso gli USA si aggira intorno ai 445 milioni di euro, si concretizza il rischio di pesanti ripercussioni, considerato che il primo mercato extra-UE dell’export cuneese è quello statunitense e oltre la metà dei volumi cuneesi è costituito proprio da cibi e bevande. La preoccupazione è forte, in particolare, nelle cantine dell’Albese, delle Langhe e del Roero: gli americani apprezzano i vini delle nostre colline, tanto che il 40% delle bottiglie prodotte nella nostra provincia – ricorda Coldiretti Cuneo – è destinato al mercato statunitense, a cominciare da Barolo, Barbaresco e Moscato d’Asti, ma anche Roero Arneis, Langhe, Barbera d’Alba e Nebbiolo d’Alba.
“Il nostro territorio vanta grandi vini e cibi, unici al mondo e apprezzatissimi Oltreoceano: è illogico – sottolinea il Presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada – tassare in maniera così pesante l’import negli USA di eccellenze irriproducibili fuori dai nostri confini. Chiediamo che vengano messe in atto tutte le azioni diplomatiche necessarie a fermare la pericolosa escalation a cui stiamo assistendo e a scongiurare una guerra commerciale globale che avrà come prime vittime, da una parte, i cittadini statunitensi che faranno i conti con i prezzi insostenibili dei nostri prodotti, rinunciandovi, e dall’altra i nostri imprenditori che subiranno la chiusura improvvisa di un mercato strategico e consolidato, dovendo tentare necessariamente l’apertura di nuove frontiere”.
“Chiediamo che l’Europa rimanga unita più che mai in questa fase e dialoghi con un’unica voce. Dinanzi alla decisione USA è di vitale importanza evitare mosse avventate. Va messa in campo la diplomazia, poiché la logica dei dazi e contro-dazi ha dimostrato nel tempo di essere miope e controproducente per tutti” conclude il Direttore di Coldiretti Cuneo, Francesco Goffredo.
c.s.

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