La sanità piemontese verso nuovi tagli: "A pagare saranno ancora i cittadini"
Il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni: "La Regione scarica sulle Asl il peso della propria incapacità di garantire risorse adeguate"Riceviamo e pubblichiamo.
Lo diciamo, inascoltati, da tempo: la sanità in Piemonte è sempre più segnata da tagli e riduzioni dei servizi, con conseguenze dirette sulla qualità dell’assistenza ai cittadini. La conferma arriva dal bilancio dell’Asl Cn1, che chiude il consuntivo 2024 con una perdita di 21 milioni di euro e che, per il 2025, ha deciso di abbattere il deficit previsionale da 21 a 12 milioni, attraverso drastici interventi di contenimento della spesa. Le misure adottate, come dichiarato dai vertici aziendali stessi, comprendono il limite di budget per tutte le unità operative e i distretti, un taglio del 5 per cento alla spesa farmaceutica e la riduzione del numero di prestazioni sanitarie. Questo significa, in concreto, meno farmaci, meno esami diagnostici e una minore disponibilità di personale, con il blocco delle assunzioni destinate a coprire le carenze. A pagare il prezzo più alto di questa politica di austerità saranno, ancora una volta, i cittadini piemontesi che rischiano di vedere compromessa la qualità delle cure e l’accesso ai servizi sanitari essenziali.
Ridurre le prestazioni significa allungare le liste d’attesa e lasciare senza risposta le esigenze di chi ha bisogno di cure tempestive. Il taglio alla farmaceutica, inoltre, rischia di penalizzare soprattutto i pazienti più fragili, come quelli psichiatrici, che potrebbero subire ripercussioni sul piano terapeutico. La Regione Piemonte ha l’ultima parola su quali servizi e presidi saranno sacrificabili per far quadrare i conti. Un’amministrazione che continua a parlare di rilancio della sanità, ma che nei fatti impone ai territori scelte dolorose, scaricando sulle Asl e sui cittadini il peso della propria incapacità di garantire risorse adeguate.
Mauro Calderoni
Consigliere regionale del PD Piemonte
c.s.

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