Sanità e liste d'attesa, Marro e Calderoni: "Abbiamo chiesto dati precisi, da Riboldi nessuna risposta"
I due consiglieri regionali cuneesi avevano rivolto all'assessore un'interrogazione scritta: "Nemmeno un dato aggiornato, nemmeno un impegno concreto. È inaccettabile""Abbiamo posto domande precise, documentate, rivolte a tutelare il diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini piemontesi. Ma dall’assessore Riboldi, ancora una volta, nessuna risposta concreta. Solo rimandi generici, riferimenti a norme già note e nessun dato utile per comprendere cosa stia realmente facendo la Regione per affrontare le liste d’attesa e migliorare l’accesso alle cure". Con queste parole la consigliera regionale Giulia Marro commenta la risposta all'interrogazione scritta fornita dall'assessore alla Sanità Federico Riboldi, firmata anche dal collega Mauro Calderoni, in cui si chiedevano informazioni puntuali su numeri, investimenti e modalità di attuazione delle azioni volte a ridurre le liste d'attesa, con un focus sui cosiddetti “percorsi di tutela” nella sanità piemontese.
"L'interrogazione conteneva otto quesiti chiari – spiegano Marro e Calderoni – tra cui: quanti pazienti sono costretti a spostarsi fuori Asl per ricevere una prestazione? Qual è il tempo medio di attivazione dei percorsi di tutela? Come sono stati spesi i fondi per il recupero delle liste d’attesa? Eppure, non c’è stata alcuna volontà di fornire risposte trasparenti. Nemmeno un dato aggiornato, nemmeno un impegno concreto. È inaccettabile".
La consigliera Marro sottolinea come la Regione "continui a rimandare alla normativa pregressa senza entrare nel merito della situazione attuale": "Ci è stato spiegato ancora una volta come dovrebbe funzionare il sistema, ma non se e come sta funzionando davvero. Non una parola, ad esempio, sull’efficacia delle azioni intraprese, sui tassi reali di utilizzo degli ambulatori, sulle modalità con cui gli utenti vengono informati di eventuali dinieghi. Sembra che i bisogni concreti delle persone non siano una priorità".
Si legge nel comunicato diffuso dai consiglieri regionali: "Stupisce poi che questa risposta arrivi da Riboldi che continua a sostenere, nei suoi tour per il Piemonte, che unirà il meglio della sua esperienza nel privato e quella nel pubblico per innovare la sanità. Senza i dati, assessore, dove pensa di andare? Senza avere contezza di quello che si fa, di cosa serve realmente, di dove sono le falle nel sistema che continua a non funzionare. Senza sapere dove intervenire, le eventuali innovazioni servono a cambiare qualcosa perché nulla cambi, per dare la parvenza di essere 'migliore di chi mi ha preceduto' ma senza migliorare realmente la sanità regionale".
“Se a tutto questo aggiungiamo le notizie odierne sul bilancio dell’Asl CN1, c’è molto di cui preoccuparsi. Questo significa, in concreto, meno farmaci, meno esami diagnostici e una minore disponibilità di personale, con il blocco delle assunzioni destinate a coprire le carenze. A pagare il prezzo più alto di questa politica di austerità saranno, ancora una volta, i cittadini piemontesi”, commenta Calderoni.
"Non si preoccupi assessore - concludono i consiglieri - se non sa lavorare con i numeri e i dati ci penseremo noi. Presenteremo infatti la richiesta di avere i dati grezzi, e faremo noi tutta l'analisi del caso, per restituire all'assessore e alla collettività tutta una mappa concreta e reale da cui partire per risolvere la questione delle liste d'attesa nella nostra regione. Speriamo solo che questi dati esistano, altrimenti oltre a metterci le mani nei capelli non sapremmo davvero più cosa fare".
Redazione

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