Stesso lavoro, stipendi diversi: Giulia Marro chiede un intervento della Regione sul "caso" Amos-Azienda Zero
Ieri la replica di Riboldi all'interrogazione della consigliera di AVS: "È un evidente caso di dumping contrattuale"“In Piemonte, chi risponde alle chiamate di emergenza del 112 non ha gli stessi diritti. A parità di mansioni e responsabilità, ci sono lavoratrici e lavoratori che guadagnano fino a 400 euro in meno al mese sotto contratto ‘Multiservizi – pulizie’ con la cooperativa Amos, mentre i colleghi di Azienda Zero beneficiano del contratto pubblico della sanità”. Lo scrive in un comunicato stampa la consigliera regionale di AVS Giulia Marro, che ha presentato un’interrogazione sul tema.
Scrive Marro: “Dopo le dimissioni del presidente Simone Mauro, Amos perde ufficialmente il 1° aprile anche la direttrice del personale. In questo momento la situazione sembra molto confusa e opaca, anche vista la notizia che Azienda Zero sta per entrare nella compagine societaria di Amos. Potrebbe essere che questi movimenti di Azienda Zero in Amos abbiano provocato qualche discrepanza tra governance di Amos e politica regionale? Certo diventerà ancora più evidente la differenza contrattuale, sperando che questa non sia una manovra per ‘delocalizzare’ la commessa del 112 e il personale da Azienda Zero ad Amos utilizzando i contratti di multiservizi. Sarebbe davvero il colmo”.
“La Regione in ogni caso non può voltarsi dall'altra parte scaricando inutilmente le colpe alle ASL e nascondendosi dietro accordi di secondo livello come invece ha fatto ieri in Consiglio Regionale durante la risposta datami dall'assessore alla Sanità Riboldi ad un'interrogazione scritta presentata ben quattro mesi fa”, commenta Marro: “L'atto aveva come obiettivo fare luce sul mancato riconoscimento professionale della figura dell'operatore NUE, sulle gravi disparità retributive e su condizioni lavorative con carico elevato spesso in situazioni di alta pressione emotiva e stress e mancanza di spazi adeguati per le pause del personale. Seguito da un fatturato altissimo e la totale assenza di confronto con le rappresentanze dei lavoratori”.
"Parliamo di persone che ogni giorno gestiscono situazioni di altissima pressione emotiva: emergenze, incidenti, chiamate di soccorso da parte di cittadini sordi, segnalazioni provenienti da sistemi satellitari. Eppure, a fronte di un impegno identico, chi lavora per Amos riceve salari significativamente più bassi, applicando un contratto che nulla ha a che fare con la complessità del ruolo svolto”, afferma Marro: "È un evidente caso di dumping contrattuale. Si risparmia sui diritti delle persone, mortificando il loro lavoro e generando precarietà in un servizio che dovrebbe essere esempio di efficienza e dignità. Mi chiedo cosa ne pensano i cittadini che nei momenti di difficoltà chiamano il 112, quanto sono tranquilli a sapere che chi risponde loro è una persona sottopagata, che svolge un servizio importantissimo. Eppure la professionalità delle persone che gestiscono la comunicazione è eccezionale: non solo infatti rispondono alle chiamate da tutta la Regione (ad esclusione di Torino e provincia) ma, unici in tutta Italia, sono gestori del servizio delle telefonate delle persone sorde e del relè center sos satellite apple (chiamate che rimbalzano dal sistema satellitare ad Amsterdam)”.
"La Giunta deve intervenire subito e sul serio: non accettiamo la lentezza della risposta all'interrogazione e uno scarica barile come quello sentito ieri in aula. Non è accettabile che, in un servizio pubblico essenziale e sotto controllo pubblico, si ignorino simili ingiustizie. E se oggi chi lavora per il NUE 112 non arriva a fine mese, è responsabilità anche politica. L'assessore Riboldi ha detto che le condizioni di lavoro e la retribuzione di chi lavora in Amos saranno sotto attenzione. Noi vigileremo e ci diamo disponibili per accompagnarlo a incontrare questi lavoratori e lavoratrici, magari nella famosa sala mensa, perché siamo convinti che la Regione deve garantire parità di trattamento, condizioni dignitose e riconoscimento professionale. Non ci sono scuse”, conclude Marro.
Redazione

Amos - 112 - Giulia Marro - Azienda Zero - nue