Violenze dall’ex e gatti gettati nella sua auto, una giovane racconta due anni di paura
L’uomo è ora a processo per stalking. Tra le accuse c’è quella di aver cercato di spingere la ragazza giù da un balcone e di averla perseguitata sui socialDal tentativo di gettarla da un balcone fino alla persecuzione sui social e a un presunto sabotaggio ai freni della sua auto. L’ultimo di una serie di danneggiamenti e dispetti che comprendono, secondo la denuncia, anche una sorta di “restituzione” dei gattini di cui lei si prendeva cura, lanciando gli animali nell’abitacolo della macchina.
A raccontare due anni di paura è una giovane originaria del Monregalese. Era appena maggiorenne quando era andata a convivere con il suo fidanzato dell’epoca, M.C., la stessa persona che oggi è a processo per stalking. Lei lavorava, lui no, dice la ragazza: “Tutto lo stipendio lo mettevo in casa e lui prendeva quello che voleva. Ma era geloso del mio lavoro, mi toglieva le chiavi della macchina, minacciava me e le persone con cui lavoravo. Alla fine mi ha chiusa in casa, non potevo più andare a lavorare e mi sono licenziata”.
Le ripercussioni lavorative sono continuate ben oltre la fine della convivenza, sostiene l’autrice della querela. Tanto che quando lei aveva assunto un nuovo impiego in una pizzeria lui si sarebbe presentato “a fare casino e spaventare il mio datore di lavoro”. Quando era uscita a fine turno, spiega, “mi sono resa conto che c’erano dei gatti nella macchina, c’era molta puzza: appena ho fatto retromarcia sono partita con i gatti, perché non sapevo cosa fare, e mi sono accorta che l’auto non frenava più”. Il meccanico ha parlato anche di bulloni delle ruote allentati e fusibili staccati. Quanto ai gatti, si trattava di una cucciolata di cui la giovane si stava prendendo cura prima di scappare da lui: “Da subito non mi lasciava portare via nemmeno il mio cane, sono poi andata con i carabinieri. I gatti non ero riuscita a prenderli e lui, per darmi fastidio o per farmi sentire in colpa, me li ha buttati in macchina”.
Oltre alla paura di quei giorni, raccontata con la voce rotta dall’emozione, c’è un episodio violento di cui sarebbero stati testimoni anche due amici della ragazza, oltre alla madre dell’imputato. Era accaduto quando lei era scappata e si era rifugiata a casa di un’amica: l’ex fidanzato, infuriato, l’avrebbe presa a calci e schiaffi per poi cercare di scaraventarla dal balcone al secondo piano. Un mese dopo sarebbe arrivata la denuncia, mentre continuavano i problemi: “Lui ha continuato a seguirmi, anche sui social: sapeva tutte le mie password e riusciva a entrare ovunque, insultandomi o scrivendo in chat su Facebook e Instagram, dove fingeva di essere me”. Solo cancellando tutti i profili, spiega lei, è riuscita a ritrovare un po’ di pace.
Nella vita reale le cose si sono rivelate più complicate: “Ho cambiato casa per sfuggire a questa situazione, penso che per un periodo non sapesse dove abitassi. Ora non mi ha più scritto, ma la cosa è andata avanti molto sui social”. Sul muro della sua abitazione, d’altronde, erano comparse varie scritte, dai soliti insulti al 666 dei satanisti: “Oltre al fatto che ho perso il lavoro più volte, non potevo uscire e non avevo più amici a parte mia sorella: già durante la convivenza non potevo più fare niente senza il suo consenso”.
La persona offesa non si è costituita nel processo penale e afferma di non aver nemmeno denunciato gli episodi successivi, di cui ha parlato al giudice in aula: “Stavo cercando di scappare e stavo più lontano possibile da questa situazione: cercavo di rifarmi una vita dal nulla”.
Si attende per il prossimo 31 marzo l’audizione di vari testi di accusa.
Andrea Cascioli

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