Serena Dandini a Dronero: “La satira? Oggi i politici fanno tutto da soli”
L’autrice e conduttrice, ospite del Ponte del Dialogo, ha presentato il libro “C’era la luna”: “Ai ragazzi dico di stare attenti ai diritti: se li hai non li vedi, quando non li hai te ne accorgi”“Dialogo, una parola bellissima, di questi tempi”. Così Serena Dandini ha aperto l’incontro che l’ha vista protagonista del festival Ponte del Dialogo di Dronero. L’autrice e conduttrice televisiva ieri sera ha presentato al Teatro Iris il suo ultimo libro, “C’era la luna”. Ad intervistarla Mario Bosonetto, giornalista della redazione cuneese della Stampa. Nel libro viene raccontata l’educazione sentimentale, politica, sessuale di un’adolescente nella seconda metà degli anni Sessanta, tra feste e proteste, risate e pianti, passando per i grandi cambiamenti culturali dell’epoca.
“Un libro che è anche politico”, ha detto Bosonetto inaugurando l’intervista. Il libro si chiude nel 1969, anno della strage di piazza Fontana: “La fine dell’innocenza per l’Italia e per un’intera generazione. - ha detto l’autrice - Avevo la sensazione che il decennio successivo, quello degli anni di piombo, si fosse mangiato il racconto di quegli anni precedenti, che posero le basi per un cambiamento epocale. Era un momento in cui la parola futuro era luminosa, non faceva paura come adesso. Volevo 'vendicare' quegli anni”.
Tema centrale del libro la condizione della donna nell’Italia degli anni ’60: un’epoca - per usare le parole di Serena Dandini - in cui la donna poteva essere solo “o moglie o donnaccia”. “Non c’era la legge sul divorzio, esisteva il matrimonio riparatore, c’era il delitto d’onore, non c’era una legge sull’aborto, la pillola anticoncezionale era proibita. Questo era il mondo in cui vivevano le ragazze. Per questo alle giovani generazioni dico di stare attente ai diritti: quando li hai non li vedi, quando non li hai te ne accorgi parecchio”.
Molti dei temi affrontati nel libro e dalla protagonista Sara Mei sono oggetto di dibattito ancora oggi: “Il patriarcato è dentro di noi, anche dentro noi donne: anche noi siamo cresciute con il mito del principe azzurro, che deve proteggerci e liberarci. Siamo cresciute col patriarcato dentro”, ha detto l’autrice replicando a distanza ad un’affermazione del Ministro Valditara (“Il patriarcato è ideologia”). Tra i temi ancora attuali l’educazione sessuale: “In Italia è delegata alle famiglie, o peggio a YouPorn, ma voglio dire una cosa a ragazzi e ragazze: quel che si vede su YouPorn non è reale, non esiste, così come il principe azzurro”.
Giudizio tranchant sul panorama politico odierno in Italia: “Abbiamo al Governo persone non all’altezza, una classe politica non all’altezza. Siamo in un momento in cui la classe dirigente non è adeguata al ruolo, sia a destra che a sinistra. Io mi riconosco in Elly Schlein quando la sento parlare, con tutte le critiche che le vengono mosse, ma da lì a riuscire a riunire la sinistra ce ne passa. Non vorrei essere nei panni di chi deve provare a riunire Calenda e Renzi, forse preferirei buttarmi col parapendio”.
Sulla sua lontananza dagli schermi televisivi: “Sono molto felice di non essere in televisione a fare satira. I politici oggi fanno tutto da sè. Oggi basta rilanciare le dichiarazioni pubblicate su internet, noi i programmi li dovevamo scrivere”.
Tornando al libro, Serena Dandini ha chiuso con un auspicio: “Mi piacerebbe che finisse nelle mani delle nuove generazioni. Soffermarsi su un periodo come la fine degli anni ’60 può aiutar a capire chi eravamo e chi siamo oggi, ma anche chi non vogliamo tornare ad essere”.
Andrea Dalmasso

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