Un gemellaggio tra Costigliole Saluzzo e Costigliole d'Asti? Ipotesi da non scartare
Lo scorso 3 marzo una delegazione del Comune saluzzese è stata ospite presso gli amministratori della città astigiana: "Particolarità che ci uniscono"Costigliole Saluzzo e Costigliole d’Asti, due Comuni accomunati dallo stesso nome hanno altre cose che potenzialmente li uniscono? Per scoprirlo, in virtù di un possibile futuro gemellaggio, una delegazione del Comune di Costigliole Saluzzo, composta dal sindaco Fabrizio Nasi, dal vice sindaco Nicola Carrino, dal consigliere Renato Giordanino e da Gianpiero Ferrigno che si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi, lo scorso lunedì 3 marzo è stata ospite degli amministratori del comune astigiano. A fare gli onori di casa nel Palazzo Comunale che si affaccia verso il celeberrimo castello di origine medioevale, erano presenti il sindaco Enrico Alessandro Cavallero, la vice sindaco Laura Bianco, gli assessori Giuseppe Fiore, Chiara Cirio, Laura Muratore e la consigliera Laura Santarsiero. Lo scambio di saluti e convenevoli tra i presenti, ha aperto un incontro informale finalizzato alla grande voglia di conoscersi e conoscere le particolarità e le peculiarità dei rispettivi Comuni, il primo sito in provincia di Cuneo l’altro in provincia di Asti che distano tra di loro meno di 80 chilometri.
Il primo cittadino astigiano ha illustrato brevemente le peculiarità architettoniche culturali e territoriali del Comune che sorge in Astesana tra Monferrato Langhe e Roero, ricordando anche le frazioni che dello stesso fanno parte. “Abbiamo certamente delle particolarità che ci uniscono – ha esordito il sindaco Cavallero – e insieme impareremo a conoscerle. Mi piace in questo primo incontro ricordare le nostre produzioni agricole che fortemente ci caratterizzano. Parlo della Barbera d’Asti DOCG di cui ne siamo capitale mondiale in quanto il territorio ne racconta la lunga storia e oggi il comune ne rappresenta la maggior superficie vitata, ma anche del moscato e di altri vini così come le nocciole, gli ortaggi la floricoltura e del peperone quadrato della Motta di Costigliole, del carciofo del Sorì recentemente diventati presidi slow food che seppur non hanno ancora una grande produzione rappresenta una vera eccellenza. Naturalmente – ha affermato il primo cittadino – in un Comune che si estende per circa 35 chilometri quadrati le peculiarità non mancano. I nostri edifici di pregio, il Castello, i punti panoramici, i monumenti, il Museo di Arte Sacra nonché il variegato tessuto sociale ricco di associazioni impegnate sul versante culturale del volontariato, dello sport e del tempo libero come gli sbandieratori e il gruppo storico”.
L’architetto Fabrizio Nasi, primo cittadino del comune posto all’imbocco della Valle Varaita, ha ricordato il piccolo Borgo medioevale, gli affreschi del pittore fiammingo Hans Clemer, il Maestro d’Elva, e i Palazzi nobiliari di epoca settecentesca che si affacciano sulla via principale del paese: Palazzo Giriodi di Monastero (sede del Comune) e Palazzo La Tour. “Mi piace ricordare – ha ricordato Fabrizio Nasi - che in un piccolo comune come il nostro che ha circa 3300 abitanti, vi sono ben tre castelli tant’è che Costigliole Saluzzo è conosciuto come il paese dei tre castelli”. Il vice sindaco Nicola Carrino ha poi evidenziato alcune produzioni agricole ricordando il celeberrimo Quagliano, il vino leggero e dolce al quale è dedicata la Sagra Provinciale che da 87 anni si tiene l’ultima domenica di settembre e l’albicocca Tonda con la Sagra alla seconda domenica di luglio, vera prelibatezza locale, che in questi ultimi anni sta vivendo un vero e proprio exploit grazie al prezioso lavoro dell’Albifrutta la cooperativa dei produttori. Una piccola curiosità: entrambi i comuni hanno una piazza che si chiama Vittorio Emanuele II.
Entrambe le delegazioni hanno poi convenuto sul fatto che se il gemellaggio troverà attuazione, potrebbe significare per entrambi i Comuni un interscambio con solo culturale, ma anche legato alla enograstronomia grazie alle rispettive eccellenze produttive con un certo ritorno economico. L’incontro si è concluso con un brindisi a calici levati con un’ottima Barbera e naturalmente con l’invito a ricambiare la visita a Costigliole Saluzzo il prima possibile. Un incontro, si diceva, dal carattere informale, ma che ha rappresentato un po’ il primo passo di un cammino che potrebbe concludersi con un gemellaggio ufficiale all’insegna di “Costigliole” unici due comuni al mondo che portano questo nome che nella parte astigiana il toponimo risale a Corte Costeliolae mentre il cuneese, anche se non ci sono notizie storiche a testimoniarlo, a Costa Olivarum, per via del clima mite che permetteva la coltura degli ulivi anche se è forse più probabile che il nome tragga origine da Costolae, ovvero dalle basse propaggini del monte Pagliano su cui sorse.
c.s.

Costigliole Saluzzo - costigliole d'asti